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E Polis, giornali, giornalisti e/o giornalai...

  • Jul 27, 2007
  • 4 comments

Lunedì 16 luglio.

Prepariamo tutto, confezioniamo le nostre pagine con l'anima, con il sudore di sempre, con la passione e la voglia di fare questo lavoro "socialmente attraente" (grazie Max), questo lavoro bello e maledetto. Cerchiamo di far presto, di chiudere tutto per telefonare e chiedere l'ultimo controllo alla prima pagina, una prima pagina che non vedrà nessuno, che non macchierà un foglio bianco bianco, che non si moltiplicherà 25mila volte come ogni giorno dal 14 marzo dello scorso anno.

Martedì 17 luglio

L'incubo inizia presto, nemmeno il tempo di prendere il primo caffè e accendere una sigaretta. "Sai che e-polis oggi non è andato in stampa?", mi scrive in un messaggio l'ultima superstite della vecchia concessionaria pubblicitaria. Cerco di respingere l'idea di un blocco dovuto alla crisi, e spero che sia un "problema tecnico".... ma la speranza dura solo poche ore. Alle 12.36 arriva la mail dell'editore "......sospensione della stampa di tutti i quotidiani E Polis". Il resto sono assemblee, discussioni, incontri, decisioni, confronti, rumours, ma soprattutto tutto il resto è speranza, speranza di sopravvivere agli altri e a noi stessi, speranza che si infrange contro il muro delle difficoltà economiche.

Mercoledì 18 luglio

Percorriamo i primi metri di un tunnel in fase di costruzione, cercando di schivare le macerie, cercando di non fare troppo rumore, provocando il crollo definitivo. La speranza ci spinge a fingere che tutto si risolva in breve tempo e lavoriamo, facendo forza su noi stessi, cercando di scacciare il pensiero che anche il giorno dopo il nostro giornale uscirà. Si decide di andare comunque on-line "così dimostriamo di essere ancora vivi", poi sono ancora incontri e assemblee e il futuro sembra sempre più amaro.

Giovedì 19 luglio

La corda a cui ci siamo aggrappati per continuare a lavorare si assottiglia sempre più, l'atmosfera diventa irreale, i problemi sempre più concreti. In assemblea si discute del nostro futuro, di un rilancio, ma anche di ammortizzatori sociali, di disoccupazione. Per molti sono parole pesanti, parole che forse chi non ha fatto altre esperienze ha letto o scritto sul giornale, mentre altri le hanno già scritte sulla pelle, come tatuaggi che segnano un percorso lavorativo lungo e difficile. Inizia la paura, l'uscita dal tunnel sembra essere sempre più lontana e lungo la strada le macerie sembrano aver ormai tracciato l'unico percorso possibile. Nonostante l'amarezza e lo sconforto andiamo ancora on-line.

Venerdì 20 luglio

Giorno dopo giorno svegliarsi e andare a lavoro diventa per tutti sempre più difficile, rapportarsi con gli altri colleghi, con le fonti, con chi ogni giorno ci forniva gli elementi per confezionare il nostro giornale diventa doloroso: "Ma allora quando uscite? Perchè non uscite? Ma cosa è successo?" queste le domande, le risposte le trovi in agenzia o su alcuni siti internet. Gli incontri e le assemblee si susseguono e di pari passo le speranze si assottigliano. Non andiamo nemmeno on-line.. Le nostre tastiere rimangono in silenzio...

Sabato 21 luglio e giorni successivi

La situazione irreale in cui ci siamo trovati nei giorni precedenti diventa un limbo, una specie di purgatorio non si sa per quali peccati. Nella altre redazioni arrivano gli attestati di solidarietà.. da noi c'è solo silenzio. Bisogna attendere qualche giorno perché qualcuno si svegli e faccia sentire la sua voce. La solidarietà dei colleghi amici non è mai mancata, i nemici invece fanno finta che il nostro giornale non sia mai esistito, mentre contano le 300 copie vendute in più per quell'eccesso di velocità o per quel morto... Che bella consolazione, c'è chi si accontenta di poco per andare avanti... mentre in 130 guardiamo alla finestra un futuro sempre più tortuoso... Per me e anche per noi preferisco le difficoltà, a loro lascio solo la consolazione ricordando che i conti e le sfide si fanno sul campo.. Si brinda di solito per una vittoria ottenuta con sacrificio, non per una ottenuta a tavolino mentre gli avversari sono rimasti bloccati a causa del crollo di un tunnel.. speriamo che le macerie vengano spostate in fretta.... Noi rimaniamo a bordo del nostro pullman

Il vostro Eye


4 comments Tags: e polis; colleghi; futuro;

La filastarocca (Filastrocca tarocca)

  • Mar 9, 2007
  • 1 comment

 Pensierino della sera bis.

Nella notte triste e scura, io passeggio tra le mura, per stancarmi e non sognare, senza mai pensare al mare. Il ricordo si confonde e scompare tra le onde, di sonoro non c'è nulla... resta solo la lezione di quel grande professore. Un docente in doppio petto, che riceve al suo cospetto: “Fermi tutti. Non parlate. Le domande? Già negate”. Niente frasi, né commenti, solo sguardi un po' sgomenti.. C'è chi urla al tradimento.. C'è chi dice: “Che tormento...”, chi bisbiglia tra le scale “prima o poi finisce male”... chi sussurra “meglio andare” preferendo non fiatare.

Il silenzio è già calato, il sipario già abbassato... Nel teatro “confinato” restan solo le comparse, qualche attore e i comprimari, pronti a scegliersi i compari, i compagni di merende che non montano le tende, sono solo di passaggio in catena di montaggio. Un frullato di nozioni, di notizie e colazioni, di messaggi e informazioni e.. di inutili tensioni. Nella vita c'è anche altro... basta solo ricordare di quel giorno andato male, della gente che ti ascolta aspettando la risposta... ma il messaggio non arriva e ti senti alla deriva.... Nella notte triste e scura io passaggio tra le mura per stancarmi e non pensare al miraggio di sognare.....

Il vostro Eye

1 comment Tags: notte, compari, grande professore, frasi, pensierino

Ciao Nataflag & family

  • Jan 13, 2007
  • 3 comments

Prima visita guidata da Enzo a casa di Nata...

Dove eravamo rimasti.... non avevo aggiornato... non avevo scritto nemmeno una parola sulla visita a casa di Nata, la mia cara amica e collega siciliana, da poco tempo trapiantata in Veneto. Un viaggio nei ricordi, un viaggio nella memoria dal sapore dolce, (visto che comunque mi sono sbafato tre piatti di lasagne, una marea di cioccolatini e tanto altro ancora). Anche se il tempo è passato, sembrava di esserci salutati da qualche settimana. La stessa confidenza, gli stessi sorrisi, tutto come prima. Tutto come quelle mattinate in sella allo scooter a caccia di notizie, mentre mangiavamo cornetti al bar della Questura (tutti rigorosamente pieni di nutella) e granite (gelsi, pesche, melone, mezza ca'panna) al bar Torino. Mattinate fatte di ritardi, di lamentele per i parcheggi (Patty) ma soprattutto fatte di complicità, di giochi e prese in giro tra colleghi e nei confronti di chi tentava di dare notizie. Stessi scherzi, stessi giochi al tribunale, mentre qualcuno girava con i fogli di carta in tasca simulando buchi colossali che poi non scriveva. Altri tempi, altri modi di fare giornalismo, quando non si viveva solo per quel buco o quella notizia incredibilmente importante, ma anche per i rapporti umani. Che ricordi ragazzi... che ricordi....

Nata sei sempre unica.

Il votro Eye

3 comments Tags: nata; visita; tribunale; sc...

Buon Natanno.. Un Eye di riguardo per voi....

  • Dec 26, 2006
  • 1 comment

Bangauguri
Bangauguri

Questi sono i miei auguri di Buon Natale, in ritardo stratosferico. Visti i miei tempi, credo sia meglio considerarli anche come anticipo per gli auguri di buon anno nuovo, che sia un 2007 stupendo per tutti.

Questa vignetta, lievemente modificata, è presa da un fumetto che da pochi mesi è tornato a vivere. "Il Massacratore" di Stefano Piccoli (Bottero edizioni). Se vi capita tra le mani l'albo in questione, o se avete la possibilità di recuperarne qualche copia arretrata (c'è una ristampa appena uscita), vi consiglio di leggerlo. E' duro e crudo come la vita, è estremo come sono alcune esperienze, come sono le vere emozioni, è cattivo come forse siamo un poco tutti per sopravvivere, è una parodia della realtà che abbiamo vissuto e ci apprestiamo a vivere anche in questo 2007.

Il vostro Eye


1 comment Tags: stefano piccoli; 2007; nata...

San Precario pensaci tu

  • Dec 5, 2006
  • Post a comment

Avete mai provato a pensare come un precario, vivere come un precario, sbarcare il lunario ogni giorno come un precario. Avete mai provato l'emozione di un bel contratto a termine. 10 mesi, 9 mesi, 8 mesi, 7...6....5.....4....3.....3.....2....1.... e poi finalmente..... un bel niente. Bene se non lo avete provato non sapete cosa vuol dire tentare di fare un prestito quando sei un precario, comprare una macchina, affittare un appartamento, comprare a rate un televisore al plasma (ma il plasma te lo tirano via dalla vene gratis), o comunque fare spese minime. Posso assicurarvi che è una vera e propria odissea. I contratti a termine e il precariato in genere, in tutti i campi, dovrebbe essere abolito, ma nell'ambiente in cui lavoro, (quello giornalistico come in molti sanno), dovrebbe essere addirittura cancellato. Mi sembra che fare i collaboratori una vita per pochi spicci sia già abbastanza un sacrificio, (ed è inutile che i nuovi "giornalisti" veneti si lamentino che gli articoli sono pagati poco, posso assicurarvi che in altre regioni d'Italia la situazione è ancora più grave), mi sembra che anni di gavetta per strada a caccia di notizie sia già una bella prova. Ma invece nulla, nell'ambiente giornalistico ultimamente esistono solo precari. E' assurdo che solo ultimamente sia emerso il problema dei precari. Si vede che nelle stanze dei bottoni fino a oggi nessuno si è reso conto dell'effettiva situazione, del fatto che le nuove leve del giornalismo sono costrette a fare i salti mortali per sopravvivere. Adesso sembra essersi aperto un piccolo spiraglio e la situazione dei precari inizia ad essere presa in considerazione. Ma non sarà troppo tardi? Non sarà tardi per "salvare" chi ha preferito abbandonare il mestiere, anche se in possesso di tutti i numeri necessari per rimanere dentro?

Credo che sia giusto, in questo particolare momento, unirci tutti in una liberatoria preghiera...

San Precario pensaci tu.. fai passare una settimana, ma che dico una settimana un anno da precario a chi fino ad oggi non si è reso conto di che cosa è una vita A TERMINE.

Il vostro arrabbiato Eye

Post a comment Tags: san precario, vita a termine, giornalisti, precario

La sfiga ci vede benissimo....

  • Nov 5, 2006
  • 1 comment

 

Un venerdì da leoni....... Più che commentare la giornata del 27 ottobre è meglio fermarmi alla cronaca, lasciando i commenti a voi.

Ore 7. La prima sveglia (sincronizzata sul primo telefonino) suona, ma sono così distrutto che decido di spegnerla. Dimentico che avevo predisposto il "ripeti allarme". Ma non solo, dimentico che avevo anche sincronizzato gli altri due telefonini per squillare in rapida successione.

Ore 8,10. Ormai assordato da tre suonerie diverse mi alzo in stato comatoso dal letto e decido di fare una doccia. Rimango sotto l'acqua almeno 20 minuti.

Ore 8,45. Sento uno strano formicolio sotto i piedi e un forte bruciore agli occhi, intanto vedo comparire numerose bolle sui piedi che, dispiaciute per essere rimaste "sole", decidono di fare amicizia con le altre che rapidamente compaiono in tutto il corpo.

Ore 9. Sono un visitor, sembro una lucertola: occhi rossi e pelle squamata, effetto rettile. Valuto le due possibilità:chiamo l'amico che mi deve dare un passaggio a Venezia per una causa in tribunale (diffamazione a mezzo stampa) e gli dico di portarmi in ospedale, oppure ingurgito le pillole di cortisone che ho a casa nella speranza che la reazione allergica regredisca.

Ore 9,15. Ho preso le pillole.

Ore 9,30. Faccio finta che quella sensazione di prurito che sento in tutto il corpo non sia vera, imito Spock di Star Trek, o Rocky (dipende dalle vostre passioni) e penso "Non sento alcun prurito, devo resistere" (versione Star Trek).... "Non fa male, non fa male (Versione Rocky). Alla fine riesco a resistere, (dopo essermi affacciato seminudo, che non è un bello spettacolo, alla finestra) mi vesto e vado all'appuntamento con l'amico.

Ore 10.30 Si parte per Venezia, l'amico s'incazza perché non l'ho chiamato per accompagnarmi in ospedale.

Ore 11,10. Dopo aver superato il traffico del Terraglio raggiungiamo il Ponte della Libertà e mentre chiacchieriamo e facciamo il punto sull'udienza preliminare a cui devo prendere parte mi si accende la classica lampadina: "ma l'udienza è alle 12?" Purtroppo no.. alle 13.....

Ore 12. Sono davanti al tribunale e sto facendo la "muffa" in attesa del mio avvocato.....

Ore 12,30. Sono fuori dal Tribunale e fumo l'ennesima sigaretta, mentre cerco di rintracciare, inutilmente, il mio collega giornalista per prendere un caffè.

Ore 12,45. Sono nuovamente fuori dal Tribunale e fumo ancora.

Ore 12,55. Il mio avvocato ancora non si vede e io sono affacciato alla finestra del Tribunale osservando la piazza con la speranza che arrivi puntuale. Il Giudice aspetta solo noi.

Ore 13,01. Con passo degno di una lumaca zoppa arriva finalmente il mio avvocato, (che io non conoscevo) e dentro di me penso: "ma se non si regge in piedi e se non fa altro che rispondere al cellulare e chidermi la penna, mentre gli cadono fogli di altre udienze dalle mani, come farà a difendermi".

Ore 13,05. Me ne faccio una ragione e aspetto la chiamata, mentre guardo in faccia chi mi ha denunciato.

Ore 13,10. Finalmente entriamo e dopo pochi minuti, le poche parole del pubblico ministero, le quattro frasi del mio avvocato e le cinque della difesa capisco tutto. Tra poco mi rinviano a giudizio.

Ore 13,17. Il mio avvocato non ha ancora finito di parlare che il Giudice ha già aperto il codice.

Ore 13,20. La pagina era quella giusta, quella del rinvio a giudizio.

Ore 13,21. Firmo i documenti per il mio rinvio a giudizio.

Ore 13,25. Il mio avvocato mi saluta e mi dice:"Abbiamo tempo, ci sentiamo, prepara tutto che poi vediamo".

Ore 13,30. Mentre scendo le scale del Tribunale, in attesa di accendere la decima sigaretta penso: "se fossi stato io il giudice, vedendo il mio avvocato..... MI SAREI RINVIATO A GIUDIZIO"....

Evito di soffermarmi sul resto della giornata e lascio a voi i commenti.. come si dice la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo.

Il vostro Eye 

1 comment Tags: amici, bolle, amico, reazione, tribunale, rinvio

Ombralonga 2006

  • Oct 16, 2006
  • Post a comment

Vino a fiumi, vino, vino e poi ancora vino... Un vero spettacolo l'Ombralonga 2006. Facendo finta di fare il turista mi sono immerso nella folla di gente avvinazzata... divertentissimo.. sembrava di essere in una gabbia di matti, ma devo dire che è stato molto interessante. Memorabili rimarranno le maglie che alcuni indossavano....

"Treviso, se la bevi t'innamori"

"B.B.B. Basta Bever Baucco"

e ultima ma non per bellezza

"Te o giuro, questo xé l’ultimo goto!".

Si attendono votazioni sulla frase più bella apparsa sulle magliette.....

Rimarranno unici anche i tre ubriaconi incontrati sabato notte... un matto, un poeta e un reduce.

Il poeta ci ha regalato una perla di saggezza che poteva tranquillamente finire su una maglietta:

"Bevo perchè i miei pensieri non sanno nuotare".... VOTO 10

Il vostro Eye

Post a comment Tags: ombralonga; voto; vino

Eye & Depeche Mode

  • Oct 15, 2006
  • Post a comment
Depeche Mode & Eye
Depeche Mode & Eye

Chi mi conosce sa che sono un fanatico dei Depeche Mode. La scelta di mettere la foto sul blog è far "rosicare" qualche amico fanatico come me dei Dm.... La foto è stata scattata a Vicenza un paio di anni fa.... Senza Commento e senza parole.... Eye e Andrew Fletcher....

Post a comment Tags: depeche mode; andrew fletcher

Arrivi e partenze

  • Oct 15, 2006
  • Post a comment

 

Va via il ricordo, partono i pensieri e scivolano via dalla memoria le parole. Si dimenticano gli odori, i profumi, i sapori, i gusti di pietanze mai assaggiate, del sale che scivola lentamente sul volto. Si dimentica il tempo che scorre, il tempo che è passato, i momenti già trascorsi. La memoria è una cattiva compagna, una signora bugiarda che sceglie di far affiorare solo quello che le conviene. I momenti passati sono già finiti e quelli futuri diverranno solo ricordi, trasparenze del tempo che non c'è più. Non resta nulla, il vuoto, l'assenza... una lunga strada buia lunga e tortuosa.

Il vostro sempre più amaro “Eye”

Post a comment Tags: futuro, memoria, ricordo, signora

Ideali, amicizie, fiducia e... amarezza

  • Oct 2, 2006
  • Post a comment

Poco da dire, poco da pensare, solo ricordi, frasi, promesse fatte, giuramenti di fedeltà... Ma a volte basta poco, un soffio di vento, una notte di nebbia, per spostare tutto, per cancellare e nascondere ogni cosa dalla vista e dalla mente... Nello stesso modo cancelli te stesso, cancelli quello che pensi, quello che vorresti essere, quello che vorresti fare e dire o più che altro nascondi a te stesso la verità. La vita, almeno quella delle persone "normali", quelle che non vivono in discesa, alla fine è un grande compromesso... con se stessi e con gli altri... l'orgoglio e gli ideali diventano ragione senza sentimento, diventano realtà.. sempre più dura. A volte bisogna fare i conti con se stessi e con gli altri... fare i conti... soprattutto in tasca e con il futuro...

Quando il cielo si schiarirà forse saremo qui a parlarne.....

Il vostro Eye


Post a comment Tags: ricordi, amicizie, nebbia, sentimento

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